Tutto è iniziato con una lettera al giornale. Una ragazza protesta, piena di amarezza, per essere stata costretta a scendere dall’autobus pubblico a Pisa dove era salita con Bau, il suo cane di media taglia. Il regolamento dell’azienda pubblica consente infatti il trasporto solo dei cani piccoli ma soprattutto lascia molta discrezione all’autista. Tanto che Sara Ferraioli prima è stata fatta salire e poi, a metà viaggio, costretta scendere al cambio di conducente. La sua protesta si è trasformata in un attimo nel “Comitato Bau” per i diritti dei cani che ha già raccolto qualche centinaio di firme comprese quelle del governatore della Puglia Niki Vendola e del consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani. Obbiettivo far cambiare il regolamento. Ma il direttore del Consorzio trasporti pisani però tiene duro: ”Non possiamo modificarlo solo perché Bau è un cane tranquillissimo»
PISA. Scodinzola da lontano, in mezzo a piazza dei Miracoli, al turista straniero che con un fischio cerca di attirare la sua attenzione. Appena l'uomo si avvicina la coda si trasforma in un'elica e una dose massiccia di coccole è subito assicurata. Gli occhi diventano ancora più dolci: anche un bambino vuole fargli le carezze. E pensare che Bau, sull'autobus, non l'hanno voluto: «Eppure sono un bravo cane - sembra dire con il suo sguardo adorante - voglio bene agli umani, mi piace stare con loro. Perché mi hanno fatto scendere?» Bau, meticcio abbandonato, è stato salvato sul greto del Serchio: era denutrito, con i vermi e la melma perfino dentro le orecchie. Oggi, a Pisa, è diventato un cane famoso. La lettera che la sua padrona Sara Ferraioli ha inviato al nostro giornale ha ispirato una valanga di firme di protesta indirizzate alla Compagnia pisana trasporti. Ne sono già state raccolte più di duecento. Ci sono anche quelle del governatore della Puglia Niki Vendola e del consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani che ha presentato in marzo una proposta di legge per la tutela dei diritti degli animali secondo cui un cane deve poter andare anche allo stadio o al museo.
Tante firme per Bau anche da chi non ha animali. «Non credevo che così tanta gente amasse i cani e neppure che venisse costituito spontaneamente il Comitato Bau. Domani (stamani, ndr) - spiega Sara - andremo in Comune per avere l'autorizzazione a raccogliere firme per strada. Questa volta, però, vogliamo chiedere alla Cpt di cambiare il regolamento che prevede solo per i cani di piccola taglia la possibilità di salire sul bus». Mentre Bau è impegnato a dividere una manciata di croccantini con Carlo, meticcio di due anni, e Briciola un volpino di 7 mesi, Sara racconta: «Eravamo saliti sul bus sotto casa, a San Giusto. Il cane aveva guinzaglio, museruola e biglietto, come mi avevano detto di fare mesi fa in biglietteria alla Cpt. E così abbiamo sempre fatto. Ma quel giorno, quando in piazza Stazione c'è stato il cambio di autista - prosegue Sara - sono cominciati i guai. Il conducente, mentre si sedeva al volante, mi ha guardato e ha detto: questo cane non è un po' troppo grosso? Una signora ha rincarato la dose e noi siamo scesi in silenzio. Pensi, sul bus c'erano solo tre persone. Nessuno mi aveva mai detto che sui mezzi del servizio urbano pisano possono salire solo i cani piccolini».
Sara Ferraioli ricorda che da quando Bau è diventato il suo migliore amico - l'adozione risale al giugno del 2006 - solo sui bus extraurbani le era stato impedito di portare il cane con sé. Mentre Eva Giusti, che di cani ne ha quattro (oltre a Carlo, ci sono Rosy, Sirio e Maurizio), spiega i problemi quotidiani: «Sono stata costretta a comprare la macchina quando mi sono trasferita a Tirrenia, perché altrimenti non potrei venire a Pisa, dove abitano i miei genitori, portando con me i cani». Sono alcuni amici di Sara a tirar fuori da una cartellina rosa alcune pagine stampate da Internet: «Questi sono i regolamenti di varie aziende di trasporto pubblico - spiega la padrona di Bau - a Viareggio e Lucca i cani possono salire, pagando il biglietto, così come a Pistoia, Empoli, Livorno e Arezzo. In Toscana, in base alla nostra ricerca, ai cani è vietato salire sugli autobus di Firenze e Siena». Pare comunque andare abbastanza bene alle piccole taglie perché anche nelle città dove il bus è vietato (sempre accettati gratuitamente i cani-guida per non vedenti) possono più o meno essere trasportati, basta che stiano in braccio o nel portantino.
«Vorrei che qualcuno ci spiegasse - dicono Sara, Eva e Claudia, l'«umana» di Briciola - se i diritti degli animali sono veramente universali. Ci dicono di adottare i trovatelli, ma poi non si fa nulla per far sì che tutti i cani abbandonati possano trovare una casa. Si chiede aiuto, ma poi si spaventa la gente». Intanto gli amici del Comitato Bau hanno stampato tanti volantini «fatti in casa al computer»: sono stati distribuiti in giro e appesi negli ambulatori veterinari. E la raccolta delle firme è arrivata anche a Livorno.